L’intimità di coppia si nasconde anche al telefono

In un mondo sempre più asettico, in cui la vicinanza con l’altro rischia di essere sacrificata a favore della tecnologia e dell’individualismo, sarebbe inutile negare la realtà dei fatti: i ritmi frenetici che sosteniamo nell’epoca della digitalizzazione ci impongono uno stile di vita complicato, in cui mantenere viva una relazione affettiva risulta estenuante, soprattutto se non ci si avvale sei supporti adatti.giusto per ogni cosa e per ogni persona.

Nonostante tutti i progressi fatti nelle conquiste sociali, passare la giornata o il week end insieme al proprio partner, abbracciati nel lettone o a preparare insieme la colazione sta diventando per alcuni un lusso sempre più raro. E allora, come conquistarsi una fetta di intimità nel caos di un mondo fatto di distanze fisiche ed emotive, e spesso quasi anaffettivo?

L’amore al tempo dello smartphone: intimità al telefono

Chi ha detto che il tempo delle dolci parole sussurrate al telefono sia finito con l’arrivo dei social e delle chat? Non bisogna dimenticare lo straordinario potere che una poesia d’amore recitata soavemente da una cornetta ha avuto per decenni.

Il telefono erotico è sempre stato, nell’immaginario collettivo, uno dei deus ex machina più influenti nelle storie d’amore: in quanti film romantici abbiamo visto i protagonisti cinguettare con voce sognante parole melanconiche al telefono?

L’immagine della bellissima diva di Hollywood adagiata sul letto, con la cornetta in mano, che parla con il suo amato con voce sognante è un classico intramontabile della cinematografia. Senza dubbio si tratta di un’immagine idilliaca, ma che ognuno di noi ha ben stampata nella mente quando si parla di comunicazione nella coppia.
L’intimità al telefono è dunque una certezza di vecchia data, un modo per sentirsi più vicini e colmare quel vuoto e quella solitudine che a volte il tempo, a volte le distanze, impongono.

Vicinanza emotiva: abbattere le barriere fisiche

Studi recenti dimostrano ampiamente l’importanza dei legami sociali, mettendo in luce quando le persone abbiano il bisogno concreto di entrare in relazioni intime, prolungate, che garantiscano comprensione e sostegno.

L’intimità presuppone una percezione fatta di individualità e originalità, di autonomia, capacità di amare e soprattutto di consapevolezza, per riuscire ad entrare in contatto vero con l’altra persona rispettandola, traendo dalla coppia un reciproco beneficio.

In questo processo interferisce a volte la quotidianità, i ritmi serrati, la distanza; quest’ultima in special modo, rischia di costituire un ostacolo insormontabile nel contatto con l’altro.

Ecco allora che entra in gioco la tecnologia a sciogliere questo vincolo: il telefono, sia per le sue caratteristiche intrinseche di vicinanza emotiva, sia per tutto il contesto culturale e romantico che gli è stato costruito attorno negli anni, riesce quasi sempre a sorpassare le distanze fisiche, unendo posti geograficamente lontani per unire due voci e due menti.

La sensazione di avere qualcuno vicino, che ci ascolti, che capisca il nostro stato d’animo, e a cui importi come ci sentiamo in quel momento, è una delle più importanti nel processo di accettazione sociale di noi stessi. La definizione di un contatto emotivo, seppur tramite un filo telefonico, è estremamente utile nel creare un ambiente psicologico intimo e confortevole.

La voce calda dall’altra parte del filo

Ma cos’è che rende così piacevole conversare al telefono e ritrovare un legame emotivo con chi sta dall’altra parte della cornetta?

E’ quello che gli esperti chiamano “voce calda”, riferito al contrasto che invece si crea con le nuove tecnologie, in cui la mancanza di stimoli fisici, e quindi quello uditivo, rende la relazione meno coinvolgente e l’intimità praticamente nulla.

Sostenere una conversazione intima a telefono, con una persona che sentiamo emotivamente vicino, permette di attivare i ricettori cerebrali che producono il rilassamento, il conforto, e tutta una serie di emozioni positive, rilasciando gli ormoni responsabili della felicità.

Bisognerebbe dunque ritrovare l’antica arte della conversazione telefonica, in cui l’immaginazione corre libera e si può riscoprire tutto il piacere di ascoltare una voce dall’altra parte del filo (anche se ormai, con la crescente offerta di tecnologia wireless, non è una definizione propriamente calzante, ma più una metafora vintage).

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